lunedì 31 dicembre 2007
Tanti auguri per un felice 2008
domenica 30 dicembre 2007
Microsoft condivide con il Web il suo lab di ricerca sulla sicurezza
"Security Vulnerability Research & Defense
Information from Microsoft about vulnerabilities, mitigations and workarounds, active attacks, and other related guidance and information. "

sabato 29 dicembre 2007
Dischi cifrati con TrueCrypt: free & open source
"(...) Keep this in mind if you compile TrueCrypt and compare your binaries with the official binaries. If your binaries are unsigned, the sizes of the official binaries will usually be approximately 10 KB greater than sizesof your binaries (...)"
- Multipiattaforma: gira su Windows (Windows Vista/XP/2000/2003) e Linux (Ubuntu, OpenSuse);
- Sorgenti: tutti si sorgenti sono disponibili sul sito di TrueCrypt;
- Crea e monta dischi cifrati: permette di creare file che possono poi possono essere montati come dischi cifrati;
- Modalità "Traveller": permette di inizializzare chiavi USB o CD con volumi cifrati che non richiedono l'installazione di TrueCrypt sui PC e che permettono di vedere istantaneamente il volume cifrato.
- Volumi "Hidden": possibilità di gestire i volumi cifrati in modo nascosto nelle aree libere del disco.




- Economico: è free ed opensource; se pensate che PGP Whole Encryption costa 141€...
- Prestazionale: prestazioni più che buone anche con dischi di grandi dimensioni (>100 Gbyte);
- Affidabile: solido anche su chiavette USB;
- Sicuro: gli algoritmi di cifratura sono di tutto rispetto e possono essere utilizzati anche in cascata (ovviamente con un certo calo delle prestazioni);
- Privacy: eccezionale per gestire dati riservati e/o sensibili nel proprio posto di lavoro o su chiavette USB;
- Sistemi Operativi: funziona bene sia su XP che su VISTA (nessuna prova fatta su Linux)
- Per un benchmark reale dovrete aspettare un prossimo POST.
Vi terrò aggiornati :-)
domenica 23 dicembre 2007
venerdì 21 dicembre 2007
Cartoon di sicurezza
Su questo sito un po' di cartoon specifici per la sicurezza.

A questo link potete invece trovare un video sul XSS.
L'idea è valida non solo per un'alfabetizzazione di sicurezza informatica ma anche per esperti del settore che spesso su tematiche più complesse hanno bisogno di un'aggiornatina.
Chi ha capito bene XSS alzi la mano!mercoledì 19 dicembre 2007
Sicurezza Applicativa: riferimenti
Gli articoli:
- A. Anton, P. Hope, G. McGraw, “Misuse and Abuses Cases: Getting Past the Positive”, IEEE Security & Privacy, March 2004;
- Curphey, Araujo, “Web Application Security Assessment Tools”, IEEE Security and Privacy archive, Volume 4 , Issue 4 (July 2006);
- B. Chess, G. McGraw, “Static Analysis for Security”, IEEE Security & Privacy, December 2004;
- Federal Information Processing Standard (fips) 199, “Standards for security categorization of federal information and information systems”, 2004;
- G. McGraw, “Software Security”, IEEE Security & Privacy, February 2004;
- G. McGraw, B. Potter, “Software Security Testing”, IEEE Security & Privacy, May 2004;
- G. McGraw, D. Verdon, “Risk Analysis in Software Design”, IEEE Security & Privacy, April 2004;
- Vaclav Rajlich, “Changing the paradigm of software engineering”,Communications of the ACM archive,Volume 49 , Issue 8 (August 2006);
- NIST, “Security Considerations in the Information SDLC”, SP 800-64 Rev. 1, 2004;
I libri:
- Gary McGraw, “Software Security: Building Security In”, Addison-Wesley Software Security Series, 2006;
- M.G. Graff, K.R. van Wyk, “Secure Coding: Principles & Practices”, O'ReillyPub, 2003;
- M. Howard, D. LeBlanc, J. Viega, “19 Deadly Sins of Software Security”, McGraw-Hill Osborne Media, July 26, 2005;
- D. Le Blanc, M. Howard, “Writing secure code 2”, Microsoft Press, 2003;
- Brian Chess, “Secure Programming with Static Analysis”, Addison-Wesley Software Security Series, 2007
Sul web:
- OWASP LAPSE Project
- Fortify Taxonomy: Software Security Errors:
- Findbugs
- Fortify SCA
- OWASP Testing Project
- OWASP Top 10 2007
I post precedenti:
martedì 18 dicembre 2007
Sicurezza Applicativa: introduzione
Fino ad oggi gli addetti alla sicurezza informatica hanno sempre considerato la sicurezza dei sistemi e delle reti (SSR) come prioritaria, trascurando altri aspetti invece fondamentali. Ma questo ha soprattutto delle motivazioni storiche legate alla evoluzione della sicurezza informatica.
In passato gli hacker miravano perlopiù a rendere inservibili i sistemi oppure a manifestare la loro presenza attraverso i cosiddetti "defacement"; l'obiettivo era quindi quello di rendere indisponibile un sistema (interno o esterno) oppure affermare la propria superiorità tecnica.
Gli hacker erano quasi sempre adolescenti desiderosi di dimostrare le proprie abilità informatiche al mondo, magari facendosi assumere poi dalle stesse aziende attaccate.
Ma la versione romantica dell'hacker oggi non è più attuale; oggigiorno gli hacker sono degli abili informatici assoldati spesso da organizzazioni criminali per trafugare dati, identità, denaro e talvolta provocare gravi disservizi ai sistemi di istituzioni e governi.
Ma se per quest'ultima tipologia di minacce la SSR nella maggior parte dei casi ci può venire in aiuto, per tutte le altre tipologie di minacce, solo una maggiore sicurezza intrinseca delle applicazioni può limitare sensibilmente le vulnerabilità e vanificare quindi le minacce. L'obiettivo quindi non è soltanto la protezione dei sistemi ma anche e soprattutto la protezione dei dati.
Neanche il concetto di perimetro di rete sicuro (PRS) oramai è più sufficiente. Il PRS oggi impedisce solo attacchi di un certo tipo e protocolli quali HTTP, HTTPS e Web Services tipicamente subiscono poche restrizioni da parte dei firewall perimetrali, consentendo quindi fughe o manipolazione di dati. Questi protocolli rappresentano quindi delle brecce permanenti nel PRS e le applicazioni Web in particolare rappresentano un cavallo di troia continuo che rende rarefatto il PRS.
Inoltre bisogna anche considerare che, contrariamente a quello che comunemente si potrebbe pensare, la maggior parte degli attacchi avviene all'interno dell’azienda o dell’ente e che quindi anche le applicazioni sviluppate secondo il paradigma “fat client” non sono immuni a questi problemi di sicurezza.
La sicurezza applicativa impone quindi un cambio nel modello mentale degli addetti alla sicurezza informatica: non più sicurezza come prodotto bensì come processo.
Sperare di rendere sicura un'applicazione solo dopo che la si è prodotta, può portare infatti a costi eccessivi nella gestione e produzione di aggiornamenti di sicurezza.
Dall’anno duemila in poi il focus si sta quindi spostando dalla SSR, oramai abbastanza consolidata, alla sicurezza applicativa che introduce concetti e valutazioni di sicurezza durante la fase di sviluppo e gestione del software (Secure SDLC), evitando quindi il fenomeno della cosiddetta sicurezza retrofit.

Sicurezza applicativa significa quindi non solo considerare aspetti di qualità del software come efficacia, efficienza e usabilità, ma anche appunto sicurezza, e questo richiede un passo in più rispetto alle valutazioni che normalmente si fanno per garantire la qualità del software: calarsi nei panni di un hacker che voglia sovvertire il sistema e successivamente ritornare nei propri panni per l’adozione delle giuste contromisure.
Per rendere sicure le applicazioni abbiamo bisogno quindi di linee guida, best practice...
Blog link:
sabato 15 dicembre 2007
mercoledì 12 dicembre 2007
martedì 11 dicembre 2007
HSM, Hardware Security Module: la grande smartcard di James Bond
chiavi crittografiche o di firma di una certa rilevanza che devono essere utilizzate per dati e documenti particolarmente sensibili. Se volete potete pensare ad un HSM come ad una grande Smartcard (appunto quella di James Bond) con caratteristiche di sicurezza, resistenza ed efficienza estremamente elevate.
Gli HSM fisicamente possono essere realizzati come delle schede di espansione da installare nel server di turno
o come degli appliance "rack mountable". Di solito si dividono in due grandi categorie: "tamper-evident" e "tamper-proof". Nel caso di forzatura fisica infatti, i primi evidenziano che il dispositivo è sotto attacco, i secondi invece possono arrivare sino alla cancellazione delle chiavi segrete (ex: cacciavite e tentativo di forzare il dispositivo per prelevare la memoria che contiene le chiavi segrete).
Importante è anche il requisito prestazionale, che differenzia notevolmente gli HSM da altri dispositivi crittografici di qualità più bassa. Gli HSM raggiungono rate di firme al secondo che arriva anche alle 500 firme/sec. Questo, nel caso di firme massive di documenti oppure di apposizione di marche temporali, è estremamente importante.
inizializzazione, riavvio e backup dell'apparato. Inoltre anche il backup su schede PCMCIA o chiavi USB sicure e tanto altro. Ma questa è un'altra storia...
domenica 9 dicembre 2007
Blog: un'altra bolla?
venerdì 7 dicembre 2007
Windows è basso brutto e nero e si chiama CALIMERO
"AT
si riesce ad ottenere una shell con diritti di Amministratore!
In effetti se provate, molto probabilmente vi aprirà una nuova shell, ma solo perché siete Amministratori della vostra macchina. Su XP e VISTA se provate con un utente non privilegiato il nostro Windows-Calimero vi risponde un bel "Access Denied"!!!
E come disse un presentatore a Bill Gates in TV "Signor Gates, lo sa lei che se la lavatrice in casa non funziona è colpa di Windows?"
mha!

