sabato 25 dicembre 2010

Snow: steganografia da giovane marmotta (...e Buon Natale!)

E' Natale, siamo tutti più buoni, ed è normale farsi gli auguri. Ma che noia, che barba, sempre le stesse cose, sempre gli stessi riti. E passiamolo in modo diverso questo Natale no?

Guardando in giro su Internet e su qualche libro, mi è capitato sotto mano un tool steganografico chiamato "Snow". 
Certo, andando a vedere la data di nascita, il 1996, ho pensato subito che appartenesse più all'archeologia digitale della steganografia che ai tempi moderni. Però l'idea non è male: nascondere un messaggio segreto negli spazi bianchi e nelle tabulazioni alla fine delle righe di un file di testo.

Inutile dire quale possano essere gli intenti che spingono ad utilizzare tecniche steganografiche, qui ci interessa solo l'idea, che mi sembra assai arguta. Del resto, perché scervellarsi nel nascondere un messaggio nella solita immagine, o nello spazio libero del cluster o in chissà quale anfratto digitale dei vostri dispositivi? Questo trucchetto da giovane marmotta, complice la sua semplicità e forse vetustà, potrebbe quasi passare inosservato.

Per fare un'analogia: siamo talmente abituati ad algoritmi di cifratura complessi come AES, DES3, RSA, e altro, che potremmo anche non riconoscere un "Cifrario di Cesare" o un banale ROT-13. Roba da enigmistica! Ma che volete fare, spesso all'informatico di turno manca quella visione laterale necessaria per trovare le soluzioni a portata di mano!

Ma ora parliamo di Snow

"snow exploits the steganographic nature of whitespace. Locating trailing whitespace in text is like finding a polar bear in a snowstorm"

Snow nasconde dentro al testo il messaggio segreto codificandolo come spazi bianchi e tabulazioni in coda alle varie righe del testo. Il messaggio segreto, prelevato da un file o da riga di comando, può essere compresso e/o cifrato con l'algoritmo ICE prima di essere nascosto.
Ovviamente il file da utilizzare per nascondere il messaggio, deve essere di testo e non dovrà essere modificato dopo aver inserito il messaggio segreto. Altrimenti perderemmo per sempre l'informazione. Ma meglio persa che in mani nemiche no? 
Questa piccola applicazione, di cui sono disponibili i sorgenti compilabili su qualsiasi piattaforma (sono in C), è stata creata nel 1996 ed a quanto pare viene ancora aggiornata (e utilizzata?) dal suo creatore, tanto che nel 2006 è stata rilasciata con licenza GPL.

Rilevare questa tecnica steganografica potrebbe essere però abbastanza semplice. E' infatti alquanto atipico avere molteplici spazi alla fine delle righe di testo, magari intervallate da tabulazioni. Basterebbe quindi analizzare questa particolarità nei file, per accorgersi che qualche cosa non è poi così limpida in quel PC. Questo trucchetto da giovane marmotta però a me piace! E chissà magari qualcuno lo trova utile, no?

Vabbè torno al panettone e ai torroni.



Auguri!

domenica 19 dicembre 2010

Kamikaze con un Cannone a Ioni

Ci siamo. Un cannone a Ioni è presente in città. E chi volesse usarlo, può semplicemente scaricarselo e contribuire alla causa di questo o quel partito, sito, uomo, etc. 

Dopo le BotNet, in cui inconsapevoli utenti sono artefici di attacchi provenienti dai loro computer, ora siamo alle KamikazeNet, in cui consapevoli utenti (e bisognerebbe capire quanto consapevoli) decidono di contribuire alla giusta causa, installandosi l'applicazione che la vicina gli ha consigliato:
  • "sai, con questa applicazione contribuisci alla libertà di stampa!"
  • "ma dai, non mi dire! Quante zollette vuoi nel thé?"
Per il momento l'unica che ho potuto vedere si chiama LOIC (Low Orbit Ion Cannon) e ha due modalità:
  • consapevole: si mette l'indirizzo della macchina da attaccare e via con un bel DoS che va dal vostro IP a quello della macchina Target (versione originale di LOIC);
  • inconsapevole: si imposta il server IRC e da quel momento siete impossessati dal grande Cattivik che decide le vostre sorti (giudiziarie) in nome di una giusta causa ("Hive Mind LOIC");
L'applicazione in questione non implementa alcuna protezione per l'attaccante. Quindi, qualora decideste di compiere il grande passo, sappiate che il vostro IP comparirà nei log dei sistemi attaccati e potrete tranquillamente "dormire preoccupati".

Partecipare ad un attacco DDoS (Distributed DoS) per quanto consapevole e animato da giusta causa, non è legale ed i danni materiali e di immagine che si possono provocare potrebbero essere assai ingenti, provocando delle richieste di risarcimento danni anche nei vostri confronti.

Se proprio avete deciso di passare alla parte oscura del male, fatelo in modo consapevole prendendo le vostre precauzioni (che non starò qui ad elencare). Non metterò link all'applicazione per evitare che il solito Lamerone 16enne provi l'applicazione e si metta nei guai. Tanto ci si arriva facilmente...

venerdì 10 dicembre 2010

Informatica?

"L'informatica non riguarda i computer più di quanto l'astronomia riguardi i telescopi."


(Edsger Dijkstra)

giovedì 2 dicembre 2010

Stuxnet: terrorismo mediatico o informatico?

Skynews pubblica un video dove afferma che Stuxnet avrebbe fatto il grande salto: acquistato nel mercato nero da gruppi terroristici che si preparerebbero ad utilizzarlo su grande scala per attaccare le infrastrutture di alcuni paesi.



Ora che si tratti di terrorismo è chiaro. Bisogna solo capire se il terrore viene inoculato dai media oppure da qualche "birbaccione" dietro la tastiera ;-)