"Cloud": credo non ci sia termine più abusato negli ultimi tempi. Ma poi cosa sarà mai questo benedetto Cloud?
Non è altro che la possibilità di avere i nostri documenti, applicazioni, backup, immagini, foto, etc. sempre disponibili in Internet. Dove? Non lo saprete ed ecco perché il termine "cloud" ovvero "nuvola".
Iniziamo con lo sfatare qualche mito: non c'è bisogno di aderire ai servizi Cloud di Amazon per essere nel Cloud! Se utilizzate un qualsiasi servizio di Google (mail, picasa, docs) o il vostro iPhone o Android, siete di fatto già nel Cloud! Per non parlare di Facebook: cosa c'è di più importante delle vostre abitudini, contatti, messaggi personali, geolocalizzazione?
E bisogna ammettere che questo "Cloud" è davvero molto comodo. Alcuni esempi:
- il backup del vostro iPhone lo potete recuperare direttamente da iCloud nell'Apple Store, magari dopo un cambio del melafonino;
- tenere il documento con le spese familiari su docs.google.com;
- le app di Android e iPhone sempre disponibili (con i relativi dati)
- l'impareggiabile DropBox!
- i contatti, l'agenda e le mail disponibili sempre e ovunque
- ....
E questo è solo un piccolo esempio per l'utenza consumer.
Se consideriamo invece l'utenza "business" il Cloud è un'opportunità imperdibile. Non si ha più bisogno di comprare infrastruttura per attività spot, perché possiamo utilizzare l'infrastruttura del Cloud per storage o potenza di calcolo "on demand".
Le oscure sigle IAAS (Infrastructure as a service), PAAS (Platform as a Service) o SAAS (Software as a Service) sono unicamente la specificazione del livello del cloud: rispettivamente se utilizzate l'infrastruttura (storage o potenza di calcolo), la piattaforma (l'ambiente d sviluppo per es.), o il software (i backup iCloud, le App sempre disponibili, i documenti, la rubrica, etc.).
Ma la sostanza è sempre la stessa: servizi e dati in rete, non precisamente localizzati, sempre disponibili.
Ma c'è ovviamente il rovescio della medaglia: la sicurezza dei dati e la privacy. Mentre per l'aspetto sicurezza dovrete ovviamente affidarvi (e fidarvi) del provider che fornisce il servizio nel Cloud (Amazon, Google, etc.), che si spera abbia un buon livello di sicurezza, per gli aspetti legati alla privacy son dolori!
Eh sì, perché se da una parte è vero che la vostra privacy è legata in modo imprescindibile alla sicurezza del Cloud, dall'altra è anche vero che a fronte di un qualsiasi incidente di privacy gli aspetti legali saranno un vero incubo. Quale legislazione bisogna considerare? Dove sono i miei dati? Quali sono le procedure per richiedere i tracciati di uso?
Tutti aspetti contrattuali, e quindi legali, che richiedono una conoscenza approfondita del fenomeno, dei legali preparati (e lo sono in pochi) e dei periti anch'essi preparati nel contesto specifico. Da non sottovalutare anche l'aspetto economico: probabilmente dovrete instaurare rapporti con altri paesi e venire a capo della matassa che si srotola dal nostro bel paese fino a...dove?
Insomma, come detto, un vero incubo!
Però è anche vero che se non siete per esempio una grossa azienda con segreti industriali o un PA, ma bensì dei semplici utenti che già usano gmail, perché preoccuparsi? Siete già nel Cloud e tutti i vostri dati sono già nell'accogliente grembo di mamma Google (e probabilmente dell'NSA).
Ricordate sempre che sulla bilancia ci sono usabilità e sicurezza. Volete maggiore sicurezza? Perderete qualche comodità. Volete maggiore comodità? Dovrete rinunciare a un po' di sicurezza.
C'est la vie! Nel Cloud.
Qualche video:
(questo è un po' "pettinato" ma rende l'idea sui vantaggi)
(questo invece è da vedere assolutamente: analisi molto lucida di pregi e difetti del Cloud)

Secondo me il vero grande problema del cloud sarà un po' lo stesso dei social network: l'ignoranza della gente. Ci saranno sempre persone che continuano a dire "Facebook mi spia" solo perché pubblicano qualsiasi cosa su una bacheca completamente pubblica, comprese foto squallide o esternazioni contro il capoufficio, ecc...
RispondiEliminaQuesti poi sono gli stessi che si scandalizzano se Dropbox ha bisogno di un diritto "globale" a pubblicare i nostri dati, altrimenti non potrebbe fornirci l'interfaccia web o la sincronizzazione tra PC che tutti amiamo.
L'analfabetismo informatico non è più tollerabile. Le persone lo dovrebbero capire.
RispondiEliminaFenomeni come i Social Network o anche il Cloud hanno sicuramente il merito di far capire quanto sia importante saper usare lo strumento informatico e comprendere quello che succede.